Castelluccio di Norcia
Il mare d’erba dei Sibillini
Viaggio nella grande piana dei Sibillini, tra paesaggio agricolo, vento e resilienza contadina.

A Castelluccio non si arriva per caso.
Non è un paese che incontri lungo la strada mentre stai andando da qualche altra parte. Per arrivarci bisogna volerlo davvero. Bisogna puntare verso le montagne e accettare strade che si arrampicano tra curve e passi sempre più lontani dalle valli abitate.
Le vie che conducono a Castelluccio sono tre. Arrivano da direzioni diverse e attraversano versanti diversi della catena appenninica, ma hanno tutte una cosa in comune: nessuna è davvero diretta.
Arrivando dal versante marchigiano, da Castelsantangelo sul Nera, la strada sale per molti chilometri tra rocce e pendii erbosi. Lo sguardo resta chiuso tra i versanti della montagna e i tornanti sembrano non finire mai.
Poi, quasi senza accorgersene, succede qualcosa.
Le montagne smettono di stringerti.
La strada smette di salire.
Davanti compare uno spazio enorme.
È Pian Perduto, una delle soglie della grande Piana di Castelluccio.
Dopo tanta montagna, l’Appennino si apre all’improvviso in quello che sembra un mare d’erba.
Un altopiano inatteso nell’Appennino
Chi arriva per la prima volta a Castelluccio spesso immagina una valle appenninica come tante altre.
La realtà è diversa.
La piana di Castelluccio è una grande conca situata a circa 1300 metri di altitudine e completamente circondata dalle montagne dei Sibillini. Al posto di una valle stretta tra i versanti si trova uno spazio aperto e luminoso, dove lo sguardo può correre libero fino alle montagne.
Dopo chilometri di strada tra curve e rocce, l’apertura dell’altopiano produce quasi una sensazione di sorpresa.
Le montagne restano tutt’intorno, ma la piana appare come un grande vuoto nel cuore dell’Appennino.

Il fondo di un lago scomparso
Quello che oggi appare come un altopiano agricolo ha un’origine molto più antica.
La piana è un bacino carsico, probabilmente il fondo di un lago che nel corso dei secoli si è progressivamente svuotato attraverso inghiottitoi naturali presenti nel terreno calcareo.
Questo processo ha lasciato una superficie insolitamente regolare e piatta, una caratteristica piuttosto rara nel paesaggio appenninico.
Camminando tra i campi del Pian Grande si percorre, in un certo senso, il letto di un lago scomparso.
I tre pianori della piana
La conca di Castelluccio non è formata da un unico altopiano ma da tre pianori distinti.
Il primo è Pian Grande, il più vasto e quello che compare nella maggior parte delle immagini della zona.
Poi c’è Pian Piccolo, leggermente più raccolto ma altrettanto suggestivo.
Infine Pian Perduto, che rappresenta spesso la prima soglia della piana per chi arriva dal versante marchigiano.
Attraversare questi pianori dà una sensazione particolare: si resta sempre circondati dalle montagne, ma allo stesso tempo lo spazio davanti sembra non finire mai.
Una delle cose che colpiscono di più arrivando nella piana è l’assenza quasi totale di alberi. L’altitudine, il vento e secoli di coltivazione hanno lasciato questo altopiano completamente aperto.
Sopra questo spazio aperto, il paese osserva la piana dall’alto.
Il borgo sopra la piana
Il paese di Castelluccio non si trova nella piana ma su uno sperone roccioso che domina il Pian Grande

Da lontano appare come un piccolo gruppo di case sospeso sopra l’altopiano.
Per secoli questo è stato uno dei luoghi più isolati dell’Appennino centrale. L’altitudine, gli inverni lunghi e le strade difficili hanno sempre reso la vita qui impegnativa.
Eppure il paese è rimasto strettamente legato alla piana che si estende sotto di lui
Un territorio agricolo
Il simbolo di Castelluccio è la lenticchia.
La coltivazione della lenticchia ha modellato per secoli il paesaggio della piana. Le condizioni ambientali – altitudine elevata, terreno povero e forti escursioni termiche – rendono questo altopiano particolarmente adatto a questa coltura.
Spesso si pensa alla piana come a un paesaggio naturale intatto

In realtà gran parte di quello che si vede è il risultato di secoli di agricoltura di montagna. I campi coltivati e le rotazioni agricole hanno modellato questo altopiano tanto quanto il vento e le stagioni.
È proprio questo equilibrio agricolo che, in alcuni momenti dell’anno, cambia completamente aspetto.
La fioritura
Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate la piana cambia completamente aspetto.
Papaveri, fiordalisi, margherite e molte altre specie spontanee compaiono tra i campi coltivati, creando un mosaico di colori che varia di settimana in settimana.
Questo fenomeno è conosciuto come la fioritura di Castelluccio

Per alcune settimane migliaia di persone arrivano fin qui per osservare e fotografare i campi colorati del Pian Grande.
Poi, lentamente, la piana torna al suo aspetto abituale
Il terremoto e la resilienza contadina
Il terremoto del 2016 ha devastato gran parte del borgo di Castelluccio.
Molti abitanti sono stati costretti a lasciare il paese e per anni il borgo è rimasto quasi completamente vuoto.
Eppure Castelluccio non è scomparso.

Una parte della comunità è rimasta legata alla piana, continuando a coltivare la lenticchia e a difendere il paesaggio agricolo che da secoli caratterizza questo altopiano.
Più che una scelta romantica è stata una forma di appartenenza.
A differenza di molti borghi alpini trasformati nel tempo in località turistiche, Castelluccio non è mai vissuto davvero di turismo. La sua identità resta quella di una comunità agricola che continua a esistere in uno degli ambienti più isolati dell’Appennino
Uscita laterale
La piana resta davanti come un mare d’erba.
Il vento attraversa i campi, le montagne dei Sibillini chiudono l’orizzonte e il borgo di Castelluccio rimane sospeso sopra l’altopiano.

Da qui in poi le strade sono molte.
Si può salire verso il paese, attraversare lentamente il Pian Grande oppure continuare a seguire le curve che portano oltre la piana.
Il resto del viaggio appartiene a chi decide di arrivare fin quassù
Crediti immagini
La Piana di Castelluccio di Norcia — ildirettore — Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0
Pian Perduto di Castelluccio di Norcia — Enric — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0
Il borgo di Castelluccio di Norcia — Enric — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0
Pian Grande di Castelluccio di Norcia — Fabrizio Sciami — Wikimedia Commons — CC BY-SA 2.0
La fioritura — Dino Michelini — Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0
Un mare d’erba — Ddgfoto — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0
Vista della Piana da Arquata — FRANCAMARIANI — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

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